Passiamo al miglior gioco secondo Boardgamegeek (e le sue migliaia di visitatori). Pubblicato nel 2005 non ha perso un grammo del suo fascino. Gioco lungo e portatore di tensione ad ogni pescata di carte, sempre in bilico tra l'espandere la propria influenza ed il cercar di mettere i bastoni fra le ruote dell'arci-nemico, alea presente e presente pure il pericolo che il gioco prevalga sul giocatore sprovveduto ma... anch'esso non esente da pecche. Ecco a voi quelle più evidenti (...)
Da segnalare il pessimo manuale, nel senso che è scritto in modo fitto e per nulla docile alla lettura o alla ricerca di chiarimenti.
Esempio:
6 - Operazioni
6.1 - Piazzamento segnalini operazione
6.1.1- 6.1.2 - 6.1.3 - 6.1.4 - 6.1.5 - 6.1.6 (ogni paragrafo un numero identificativo)
6.2 - Tiri di riallineamento
6.2.1 - 6.2.2 - 6.2.3
6.3 - Tentativo di un colpo di stato
6.3.1 - 6.3.2 - 6.3.3 - 6.3.4 - 6.3.5
6.4 - La corsa allo spazio
...
Devo andare avanti? Ok, il tutto corredato da esempi di gioco.
Lo scontro ideologico, politico e militare tra Unione Sovietica e Stati Uniti viene filtrato ed elaborato secondo una visione, una sensibilità ed una morale prettamente Statunitense.
La bella teoria del complotto universale... anche quando vince la Russia in verità perde...
Gioco veramente complesso dove il giocatore è costretto a pianificare ogni singola mossa per sperare di vincere. Non gli do il massimo solo per il fattore fortuna nella pesca delle carte... Trattandosi di un card-driven...
Molto bello, direi affascinante, ma anche un po' pesante (e lungo). Purtroppo essendo un gioco solo da due non ci si gioca quasi mai. Eh sì, farà la fine degli scacchi...
Nelle partite più equilibrate (leggi noiose)
E' vero! Anche a Subbuteo comincio ad eccitarmi solo quando vinco 10-0!
Aggiungo due chicche; non ho mai scritto la provenienza dei recensori, ma questi due americani mi hanno veramente colpito per la capacità di analisi della loro esperienza ludica:
1 - L'ho giocato quando ero stanchissimo e non sono riuscito a capirlo
(il voto risulta essere un 5/10, non ho capito se ha votato il gioco o lo stato dei suoi neuroni).
2 - Ad oggi non l'ho ancora giocato. Le tre ore di gioco sono assolutamente improponibili per mia moglie, ma ama il tema.
(a onor di cronaca la recensione non è stata seguita da un voto, plauso alla coerenza)
lunedì 7 gennaio 2013
lunedì 17 dicembre 2012
Occhio critico - Formule Dé
Nuova settimana, nuova occhiata critica ad un gioco già inserito nella lista di Giochintavola.
In questo caso parleranno gli esperti di uno dei più famosi giochi di simulazione "light" di corse automobilistiche; vai con la scienza e la sapienza!
In questo caso parleranno gli esperti di uno dei più famosi giochi di simulazione "light" di corse automobilistiche; vai con la scienza e la sapienza!
Troppo determinante la fortuna coi dadi.
A questa non riesco proprio a trovare un commento.
Il gioco diventa lento con l'aumentare dei giocatori e se avete amici molto riflessivi che contano tutte le traiettorie possibili
Se invece non ti fila nessuno e ci giochi da solo il gioco è velocissimo, praticamente non aspetti fra un turno e l’altro.
Behh devo dire che tra giochi tipo caylus e questo ci sono approcci e concetti diversi,
Anche in questo caso sono esterrefatto da una così marcata profondità di pensiero.
il gioco di per se non è male, ma l'ambientazione non mi attira.
Ottimo inizio per una recensione obbiettiva. Plauso perlomeno all’onestà.
Non concordo che il primo che taglia il traguardo ha vinto(traduzione letteraria), e noi modifichiamo con: quando tutti hanno finito il turno in cui si taglia il traguardo chi è andato più lontano ha vinto.
Noi giochiamo che chi caccia l’urlo più belluino dopo aver ingollato mezzo litro di birra ha vinto.
unica pecca indipendentemente dal fattore fortuna è il suo acquisto. io l'ho comprato ma i miei amici non amano le corse e spesso scelgono un altro gioco, quindi alla fine tende sempre a rimanere nell'armadio
Giuro, sto cercando di capire se la pecca del gioco è quella di non piacere ai tuoi amici o il fatto che si trovi in commercio…
Gioco leggero. Piacevole il sistema di gestione delle scalate. (non riesco a fare tre giri di fila senza usire di strada ....chissà perchè.).
Io un paio di idee le avrei.
PS considerato che quella che leggete è l’intera recensione, è meglio chiarire che per scalate l’autore intende l’inserimento di marce inferiori. Il rendere pubblica la propria incapacità di giocare può essere definito “una perla”.
venerdì 14 dicembre 2012
Occhio critico - Quoridor
Bel gioco, anche se dopo un po' stanca, soprattutto se si gioca sempre con la stessa persona.
Tu non sei uno di quelli che “una donna è per sempre” vero?
Molto divertente e strategico in 4, purtroppo in 2 perde molto.
Essendo un gioco pensato per due, con l’aggiunta di una variante per 4 direi che hai compreso appieno il concetto.
Divertente e originale. Unico difetto: se vengono fatte alcune mosse scellerate all'inizio la partita è già segnata. …
Non una, più mosse scellerate. Non una, più ditate negli occhi. E pretendere di vederci ancora come un falco.
Giocando si costruisce un vero e proprio labirinto e devo dire che è questo regala anche un'esperienza estetica non da poco.
Consigliatissimo.
Spero di non dover mai ammirare i quadri appesi alle pareti di casa tua.
Consigliatissimo.
Spero di non dover mai ammirare i quadri appesi alle pareti di casa tua.
Occhio critico - Introduzione
Oramai è passato un po' di tempo da quando ho cominciato ad interessarmi di giochi da tavolo, e sono guarito dalle sue due più terribili affezioni: l'acquisto compulsivo e l'occhio di Peter Pan.
Guarire dall'acquisto compulsivo è facile: quando capisci di esserti ridotto come i contadini di Agricola, ovvero con la psicosi di non riuscire a mangiare nella fase di raccolto (= fine mese) capisci pure che è il caso di comprare più pane e formaggio e meno dadi, token e meeples.
Guarire dall'occhio di Peter Pan non è invece così scontato ed è collegato all'aspirazione di diventare un "esperto" o, perlomeno, un conoscitore del campo che ti appassiona.
Nel caso dei giochi da tavolo la summenzionata aspirazione è la punta di uno spillo: l'idea di un passo falso ti fa piombare dalla cima della conoscenza al baratro del grottesco, dove i tuoi estimatori non sanno se ridere delle boiate che dici o piangere all'idea che sei convinto di quanto appena asserito.
La frase "Mi piace perchè..." è il punto di volta che divide l'appassionato dall'esperto.
"K2 mi è piaciuto perchè mi ricorda quando ero da solo in cima al Pizzo Molare in novembre".
E' un appassionato di montagna che parla, ricorda le sue emozioni, se ne frega delle meccaniche, del downtime, dell'alea e di tutti i paroloni con cui gli esperti si riempiono la bocca (attenzione! Al momento non ho ancora detto di NON essere un esperto...).
"K2 mi piace perchè devo riuscire ad adattare la mia strategia alle mutevoli condizioni delle mie pedine sulla plancia "
Cominciamo a sfiorare il gusto del gioco (pochi di noi sono alpinisti himalayani, e quei pochi di solito o non giocano a K2 o non leggono questo blog). K2 ha un meccanismo che obbliga alla speculazione di cosa poter fare . L'assertore della frase non sa come funziona, ma gli piace; siamo ancora nell'ambito delle sensazioni, ma qui sono le sensazioni che da il gioco, non l'esperienza al di fuori del gioco.
"K2 mi piace perchè, partendo fondamentalmente dal gioco dell'oca è riuscito ad introdurre la variabile "sforzo" tramite delle carte pescate alla cieca che permettono il movimento e la variabile "meteo" data da delle plance scelte a caso su un percorso che graficamente rappresenta il raggiungimento di una vetta. Queste meccaniche ben si sposano con l'ambiente della montagna, mai prevedibile"
Cosa ho letto? Ho letto di un gioco che ricorda la montagna, in cui devo spostare delle pedine su un tracciato grazie a delle carte e delle plance che non sono determinate in precedenza ma vengono scoperte a caso e so che l'aleatorietà è un punto molto presente in questo gioco. Ho quindi praticamente tutti gli elementi per poter decidere se continuare ad informarmi o se cercare qualcos'altro.
Tutto questo per dire cosa?
Per dire che oramai non è più tutto oro quello che luccica ai miei occhi. Che vi sono anche giochi brutti e noiosi (per me), ma che devo, se voglio essere un esperto e non un pagliaccio, saper scindere le mie esperienze e le mie sensazioni da quello che il gioco è in realtà.
E non devo gridare al miracolo solo perchè tutti gridano al miracolo a seguito della moda, o gridare schifo quando tutti gridano miracolo perchè fa più connaisseur da salotto mondano.
E a volte è meglio non gridare.
Il primo gioco di cui ho osservato le "grida" è stato Quoridor, non so la recensioni, ma i miei commenti sì che son scritti di getto
Guarire dall'acquisto compulsivo è facile: quando capisci di esserti ridotto come i contadini di Agricola, ovvero con la psicosi di non riuscire a mangiare nella fase di raccolto (= fine mese) capisci pure che è il caso di comprare più pane e formaggio e meno dadi, token e meeples.
Guarire dall'occhio di Peter Pan non è invece così scontato ed è collegato all'aspirazione di diventare un "esperto" o, perlomeno, un conoscitore del campo che ti appassiona.
Nel caso dei giochi da tavolo la summenzionata aspirazione è la punta di uno spillo: l'idea di un passo falso ti fa piombare dalla cima della conoscenza al baratro del grottesco, dove i tuoi estimatori non sanno se ridere delle boiate che dici o piangere all'idea che sei convinto di quanto appena asserito.
La frase "Mi piace perchè..." è il punto di volta che divide l'appassionato dall'esperto.
"K2 mi è piaciuto perchè mi ricorda quando ero da solo in cima al Pizzo Molare in novembre".
E' un appassionato di montagna che parla, ricorda le sue emozioni, se ne frega delle meccaniche, del downtime, dell'alea e di tutti i paroloni con cui gli esperti si riempiono la bocca (attenzione! Al momento non ho ancora detto di NON essere un esperto...).
"K2 mi piace perchè devo riuscire ad adattare la mia strategia alle mutevoli condizioni delle mie pedine sulla plancia "
Cominciamo a sfiorare il gusto del gioco (pochi di noi sono alpinisti himalayani, e quei pochi di solito o non giocano a K2 o non leggono questo blog). K2 ha un meccanismo che obbliga alla speculazione di cosa poter fare . L'assertore della frase non sa come funziona, ma gli piace; siamo ancora nell'ambito delle sensazioni, ma qui sono le sensazioni che da il gioco, non l'esperienza al di fuori del gioco.
"K2 mi piace perchè, partendo fondamentalmente dal gioco dell'oca è riuscito ad introdurre la variabile "sforzo" tramite delle carte pescate alla cieca che permettono il movimento e la variabile "meteo" data da delle plance scelte a caso su un percorso che graficamente rappresenta il raggiungimento di una vetta. Queste meccaniche ben si sposano con l'ambiente della montagna, mai prevedibile"
Cosa ho letto? Ho letto di un gioco che ricorda la montagna, in cui devo spostare delle pedine su un tracciato grazie a delle carte e delle plance che non sono determinate in precedenza ma vengono scoperte a caso e so che l'aleatorietà è un punto molto presente in questo gioco. Ho quindi praticamente tutti gli elementi per poter decidere se continuare ad informarmi o se cercare qualcos'altro.
Tutto questo per dire cosa?
Per dire che oramai non è più tutto oro quello che luccica ai miei occhi. Che vi sono anche giochi brutti e noiosi (per me), ma che devo, se voglio essere un esperto e non un pagliaccio, saper scindere le mie esperienze e le mie sensazioni da quello che il gioco è in realtà.
E non devo gridare al miracolo solo perchè tutti gridano al miracolo a seguito della moda, o gridare schifo quando tutti gridano miracolo perchè fa più connaisseur da salotto mondano.
E a volte è meglio non gridare.
Il primo gioco di cui ho osservato le "grida" è stato Quoridor, non so la recensioni, ma i miei commenti sì che son scritti di getto
lunedì 10 dicembre 2012
Cosa succede nel Warp? part 2
Khorne si svegliò con una strana sensazione alla bocca dello stomaco.
Riconoscendo il malessere che sopraggiungeva ogni volta che i suoi campioncini Eligor e Perkele ne combinavano una delle loro non riuscì a trattenere un singulto di disperazione che ben presto però lasciò spazio al dubbio in quanto l’ultimo compito a loro assegnato era il censimento degli abitanti di Bubonicus per una improbabile (almeno a breve) quattordicesima crociata nera.
Non avrebbero dovuto rientrare almeno per un paio di eoni, conoscendo l’indole poco propensa al dialogo e la pressoché incapacità di esprimersi se non a morsi e sputi degli abitanti del pianeta corrotto; per scrupolo Khorne si collegò con il warpphone con il dominatore di Bubonicus principe Dak’Haur che però gli confermò la presenza dei due campioni che gli stavano decimando le sue legioni.
Va bene la messe di teschi per il suo trono, ma perché il malessere non…
SBAM!
KHA-TUM!
Lo sbam era la porta della sua stanza che si aprì di colpo facendo mancare al suo nero cuore un paio di colpetti, il kha-tum era dovuto al colpo della schiena contro il pavimento dopo che le “corna” di quello scellerato di Ahriman sbatterono sullo stipite superiore della summenzionata porta.
“Mio Signore! Mio Signore! Buon Natale!”
Riuscì a biascicare Ahriman prima di svenire.
Khorne guardò sbigottito il pagliaccio bianco e blu seguace di Tzeench, poi lo cominciò a colpire selvaggiamente con la sua mazza nera nuova di zecca fino a quando il millenario nemico dell’imperatore non riaprì gli occhi.
“A parte che odio il Natale, perché osi interrompere i miei disegni di orrore con la tua presenza?"
“Ma… io… veramente…”
Un’ulteriore mazzata sciolse la lingua ad Ahriman che spiegò che, mentre camminava per le correnti warp pensando a come finalmente render potenti i suoi migliori guerrieri, la Stirpe dei Mille, che oramai era presa in giro da tutti più degli arlecchini (vestiti in maniera ugualmente indecente, però perlomeno questi ultimi quando erano vicini staccavano nasi a morsi), aveva trovato…
Khorne e Ahriman si guardarono, Khorne alzò la mazza e Ahriman tolse il pesante drappeggio che copriva la finestra e…
Tonnellate di Hammerhead, Sky Ray, Piranhas, Mante, Devilfish, Barracuda, Remora, Tiger Shark, Orca, Pathfinder e droni, accompagnate da innominabili veicoli orcheschi erano ammassate ai piedi del suo trono.
A Khorne prima si inumidirono gli occhi, poi un conato di vomito fuoriuscì dalla sua bocca alla vista di un orribile Hammerhead blu cosparso di stelline giallo-arancioni.
“Distruggete quella porcheria di veicolo o regalatela a quel/la coso/a di Slaanesh!”
Il grido fu talmente forte e rabbioso che subito si materializzò Huron Cuorenero che cercò disperatamente di caricare il suo lanciafiamme pesante ma Lucius l’Eterno fu più lesto ed entro nel mezzo con un gridolino di gioia e partì rombando per portare il dono al/la suo/a signore/a e padrone/a.
Khorne si disinteressò delle evoluzioni di Lucius e dei pianti di Huron e si rivolse con voce possente ad Ahriman
“Ahriman, con questo gesto ti sei guadagnato la nostra stima ed il nostro favore, come segno della nostra approvazione strierò di rosso e farò le punte a quelle ridicole corna che hanno sul casco i tuoi Mille!”
Ahriman si inchinò e lasciò la stanza piuttosto indeciso se essere orgoglioso dell’approvazione del dio del sangue o terrorizzato all’idea di dover spiegare al suo padrone perché i suoi Mille sarebbero assomigliati ad una mandria di tori dipinti da un Dalì ubriaco.
Khorne rivolse la sua attenzione alla catasta di mezzi e cominciò a dividerli: a sinistra quelli marrone / marroncino (ma che fantasia i Tau!) ed a destra quelli biancoverdi.
I due gruppi erano quasi finiti, Khorne si fermò per un attimo ad ammirare l’opera quando…
KA-TA-CRASH-BUM!
La polvere si rialzò dal macello in cui si erano trasformati i gruppi di mezzi Tau, la piana di desolazione era macchiata da un crogiuolo di marroni e verdi e bianchi e... argento?!?
Khorne osservò meglio il disastro e scorse in mezzo al marasma la causa di quanto era appena successo.
In mezzo all’orda Tau giacevano nuove fiammanti due falci Necron.
Khorne sorrise, finalmente le belle addormentate si erano ridestate dal millenario sonno: nuovi teschi erano pronti per essere offerti al suo trono.
In fondo il Natale non era così brutto.
Riconoscendo il malessere che sopraggiungeva ogni volta che i suoi campioncini Eligor e Perkele ne combinavano una delle loro non riuscì a trattenere un singulto di disperazione che ben presto però lasciò spazio al dubbio in quanto l’ultimo compito a loro assegnato era il censimento degli abitanti di Bubonicus per una improbabile (almeno a breve) quattordicesima crociata nera.
Non avrebbero dovuto rientrare almeno per un paio di eoni, conoscendo l’indole poco propensa al dialogo e la pressoché incapacità di esprimersi se non a morsi e sputi degli abitanti del pianeta corrotto; per scrupolo Khorne si collegò con il warpphone con il dominatore di Bubonicus principe Dak’Haur che però gli confermò la presenza dei due campioni che gli stavano decimando le sue legioni.
Va bene la messe di teschi per il suo trono, ma perché il malessere non…
SBAM!
KHA-TUM!
Lo sbam era la porta della sua stanza che si aprì di colpo facendo mancare al suo nero cuore un paio di colpetti, il kha-tum era dovuto al colpo della schiena contro il pavimento dopo che le “corna” di quello scellerato di Ahriman sbatterono sullo stipite superiore della summenzionata porta.
“Mio Signore! Mio Signore! Buon Natale!”
Riuscì a biascicare Ahriman prima di svenire.
Khorne guardò sbigottito il pagliaccio bianco e blu seguace di Tzeench, poi lo cominciò a colpire selvaggiamente con la sua mazza nera nuova di zecca fino a quando il millenario nemico dell’imperatore non riaprì gli occhi.
“A parte che odio il Natale, perché osi interrompere i miei disegni di orrore con la tua presenza?"
“Ma… io… veramente…”
Un’ulteriore mazzata sciolse la lingua ad Ahriman che spiegò che, mentre camminava per le correnti warp pensando a come finalmente render potenti i suoi migliori guerrieri, la Stirpe dei Mille, che oramai era presa in giro da tutti più degli arlecchini (vestiti in maniera ugualmente indecente, però perlomeno questi ultimi quando erano vicini staccavano nasi a morsi), aveva trovato…
Khorne e Ahriman si guardarono, Khorne alzò la mazza e Ahriman tolse il pesante drappeggio che copriva la finestra e…
Tonnellate di Hammerhead, Sky Ray, Piranhas, Mante, Devilfish, Barracuda, Remora, Tiger Shark, Orca, Pathfinder e droni, accompagnate da innominabili veicoli orcheschi erano ammassate ai piedi del suo trono.
A Khorne prima si inumidirono gli occhi, poi un conato di vomito fuoriuscì dalla sua bocca alla vista di un orribile Hammerhead blu cosparso di stelline giallo-arancioni.
“Distruggete quella porcheria di veicolo o regalatela a quel/la coso/a di Slaanesh!”
Il grido fu talmente forte e rabbioso che subito si materializzò Huron Cuorenero che cercò disperatamente di caricare il suo lanciafiamme pesante ma Lucius l’Eterno fu più lesto ed entro nel mezzo con un gridolino di gioia e partì rombando per portare il dono al/la suo/a signore/a e padrone/a.
Khorne si disinteressò delle evoluzioni di Lucius e dei pianti di Huron e si rivolse con voce possente ad Ahriman
“Ahriman, con questo gesto ti sei guadagnato la nostra stima ed il nostro favore, come segno della nostra approvazione strierò di rosso e farò le punte a quelle ridicole corna che hanno sul casco i tuoi Mille!”
Ahriman si inchinò e lasciò la stanza piuttosto indeciso se essere orgoglioso dell’approvazione del dio del sangue o terrorizzato all’idea di dover spiegare al suo padrone perché i suoi Mille sarebbero assomigliati ad una mandria di tori dipinti da un Dalì ubriaco.
Khorne rivolse la sua attenzione alla catasta di mezzi e cominciò a dividerli: a sinistra quelli marrone / marroncino (ma che fantasia i Tau!) ed a destra quelli biancoverdi.
I due gruppi erano quasi finiti, Khorne si fermò per un attimo ad ammirare l’opera quando…
KA-TA-CRASH-BUM!
La polvere si rialzò dal macello in cui si erano trasformati i gruppi di mezzi Tau, la piana di desolazione era macchiata da un crogiuolo di marroni e verdi e bianchi e... argento?!?
Khorne osservò meglio il disastro e scorse in mezzo al marasma la causa di quanto era appena successo.
In mezzo all’orda Tau giacevano nuove fiammanti due falci Necron.
Khorne sorrise, finalmente le belle addormentate si erano ridestate dal millenario sonno: nuovi teschi erano pronti per essere offerti al suo trono.
In fondo il Natale non era così brutto.
giovedì 4 ottobre 2012
PRONTO L'INFOPACK PER L'EVENTO DEL 07.10.2012
Infopack
- Campo di gioco
Il campo di gioco sarà composto da un tavolo di 240x180 cm e rappresenterà
una città in rovina. VI sarà pure un secondo tavolo di 180x120 cm con una
batteria di artiglieria completamente staccato dal tavolo principale. Le regole
per l’utilizzo dell’artiglieria e per lo spostamento fra i tavoli saranno
descritte in seguito.
La disposizione degli elementi scenici sarà a discrezione
dell’organizzazione; i difensori potranno scegliere il lato dello schieramento.
- Punti delle armate e modelli
Gli eserciti avranno a disposizione 9'000 punti complessivi. Le liste degli
eserciti dovranno essere scritte chiaramente ed essere messe a disposizione
degli avversari al momento dell’inizio del primo turno di gioco. Vale il principio
“quello che vedi è quello che è”, richieste di deroghe devono essere sottoposte
all’organizzazione entro le 12.00 del giorno dell’evento.
Sono ammessi modelli modificati che dovranno comunque rispettare le
dimensioni dei modelli originali.
- Regole
Sono validi i seguenti regolamenti:
-
regolamento base VI edizione
-
Warhammer 40'000 Apocalypse ed. 2007
-
Cities of death ed. 2006
-
Codex delle armate
In caso di
discordia tra le regole vale il regolamento più in alto nella lista. Se il
dubbio persiste sarà l’organizzazione a decidere.
La batteria di
artiglieria:
La batteria di
artiglieria si comporta come il Laser da Difesa con le seguenti
caratteristiche:
(vedi Lase da Difesa su Apocalisse)
Non è valida la
caratteristica “Cannone Orbitale”.
La batteria potrà sparare sul ma non potrà venir attaccata dal tavolo
principale.
Sarà designata chiaramente un’area di controllo della batteria, qualsiasi
unità di fanteria potrà controllare la batteria ed utilizzarla; unità in corpo
a corpo, in fuga o inchiodate non possono controllare la batteria.
All’inizio della partita la batteria non può essere sotto il controllo
delgi attaccanti.
Schieramento e spostamento
fra tavoli:
Ogni giocatore potrâ scegliere su che tavolo giocare, egli dovrà schierare
tutto il suo esercito sul tavolo scelto, gli spostamenti fra il tavolo
principale ed il tavolo “artiglieria” e viceversa dovranno essere effettuati nel seguente modo:
a)
L’unità scelta uscirà dal tavolo a bordo di un veicolo
volante entrando nelle riserve provvisorie.
b)
Il turno seguente l’unità potrà arrivare dalle riserve
provvisorie tramite il veicolo volante che dovrà posarsi fisicamente sul campo
di gioco; in seguito potrà sbarcare normalmente.
Il Cannone Stellare Classe M:
Il possente cannone ha sempre servito con grande
efficienza le forze lealiste.
Chi controlla l’omonimo obiettivo strategico in campagna
può avvantaggiarsi di questa letale arma! Il Cannone Stellare Classe M ha
gittata illimitata, e il suo profilo è Forza D, area da 5”, scattera di 3D6 in
direzione casuale a causa della distanza da cui spara. Può sparare una volta
per turno.
Se fra gli eserciti presenti vi è un Tau, egli può
utilizzare il Cannone.
Il Generale:
Il generale di ogni schieramento svolge un ruolo
estremamente importante di portavoce e di coordinatore del suo schieramento. Il
giocatore che svolge il ruolo di generale ha le seguenti regole:
- Consiglio di
guerra
- Bombardamento
- Promozione
sul campo
Consiglio di guerra:
All’inizio di ogni turno i generali hanno 5 minuti
massimi per supervisionare il campo e parlare con i loro compagni di
schieramento per impartire degli ordini ad ogni singolo giocatore, in modo da
coordinare meglio il proprio schieramento. I giocatori poi dovranno cercare di
conseguire l’ordine, o comunque tenerne conto. Durante il consiglio gli altri
giocatori possono avanzare richieste, suggerimenti o idee, per coordinare
meglio le proprie forze.
Bombardamento:
Ogni generale dispone di due ordini Bombardamento!!!
ovvero due sole volte durante tutta la battaglia può richiedere un
bombardamento di supporto dalle navi in orbita.
Il bombardamento è un bombardamento apocalittico e
scatter di 3D6 con gittata illimitata. Può venir scelto il tipo di
bombardamento:
Termico: area apocalittica (3) Fo8 Vp3
Balistico: area apocalittica (6) Fo6 Vp6
Il generale che lo lancia deve dichiarare il punto esatto
dove lo richiede, quindi tirare per la deviazione. Una volta esauriti i 2
ordini di bombardamento, non può richiederne altri. Può venir lanciato un solo
ordine di bombardamento per turno.
Promozione sul campo:
Il generale può promuovere un personaggio o un’unità del
proprio schieramento durante la partita, in qualunque momento, e l’effetto è
immediato: questa unità ignora per tutto il restante turno qualunque controllo
di morale, e si considera passarli sempre. L’effetto si esaurisce alla fine del
turno stesso in cui viene proclamata. Vale una sola volta
per partita.
Obiettivi:
Due obiettivi per tavolo del valore di 1 punto obiettivo
l’uno; il Generale schiera i propri obiettivi, vince la fazione che controlla
più obiettivi alla fine della partita. Alla fine di ogni turno si contano gli
obiettivi controllati. Alla fine della partita chi ha controllato più obiettivi
per il maggior numero di turni ottiene un punto obiettivo extra.
4.
Turni e tempo di gioco
Turni: la partita
dura 5 turni
Schieramento: 10 minuti di
discussione e 20 minuti per lo schieramento, i difensori schierano per primi
Turno: 30 minuti per
esercito, gli attaccanti giocano per primi, non si può cercare di rubare
l’iniziativa
Per informazioni, richieste, suggerimenti l’indirizzo è:
Buon gioco a tutti!
mercoledì 19 settembre 2012
Cosa succede nel Warp?
Khorne, malgrado i dolori lancinanti alla testa, sbraitò alla sua schiava Ulrike di portargli un cachet.
“Come
si sente mio Signore?” Domandò la sguattera che, strisciando sul
pavimento, portava al suo padrone una Panadol immersa in un bel
bicchierone di sangue orchesco tiepido.
“Come
se mi stessero smontando le corna a sprangate!” Fu la rabbiosa reazione
del malefico che, dopo aver preso il bicchiere la cacciò in malo modo.
“Malefico
imperatore! Che mai mi starà capitando? Nurgle e Tzeench li ho lasciati
in mutande iersera al poker settimanale e per un po’ non si faranno
vedere; Slaanesh si sta divertendo coi giocattolini che gli ho fatto
spedire dalla Play Doh, Mala’l… boh?!? E’ da anni che non si fa più
sentire...”
Khorne
sorseggiò il beverone cercando di capire perché il cranio era in
procinto di sfondarsi, improvvisamente una miriade di lucine si
illuminò. Khorne urlò. Milioni di spilli gli stavano perforando gli occhi facendogli sentire immensi deserti di dolore, ma finalmente
un’idea fece capolino.
Faaris
IV: quel maledetto pianeta crogiuolo di fango e monnezza che chissà
perché era diventato l’ombelico del mondo dei paria.
Tutte
le razze avevano mandato una qualche armata su quel pezzo di roccia. I
seguaci del falso imperatore ed i loro cagnoloni in armatura perché sì, i
Tiranidi son peggio degli zingari, i Necron pare che ci abitassero
ancor prima del prima, i Tau perché non hanno altro di meglio da fare…
peggio dei venditori porta a porta di scopettoni con il loro “Bene
Superiore”, gli Orchi perché il loro QI è equiparabile a
quello di una ruota per criceti e gli Eldar… cosa vuoi capire da
qualcuno che chiama l'orgoglio del proprio esercito “arlecchini”?
Ed
il Caos? Khorne non si soffermò nemmeno sul dubbio: dove vi sono morti,
dolore, sofferenza, sete di potere e di sangue dell’avversario vi è
Caos.
Quello che però non lo lasciava tranquillo era CHI, come emissario del Caos, era presente su Faaris…
Khorne impallidì (e ce ne voleva per farlo impallidire) al primo nome che gli venne in mente: PERKELE!!!
“Ma
no, quell’idiota si è preso una tale strigliata dopo aver lasciato
incisivi contro gli Orchi e gengive contro i Tau che per un pezzo non
oserà portarmi per il mio trono i teschi delle MIE orde…
…
ULRIKE!!! SVELTA!!! IL GREPID!!!
Ulrike
questa volta non strisciò. Se il suo Signore e Padrone ordinava il
Grepid la situazione era veramente grave e, a costo di subire le più
orride punizioni, le formalità erano da evitare. Portò senza esitazioni
il farmaco a Khorne che, incurante dello sgorbio tremolante al suo
cospetto, ingollò una mezza dozzina di pastiglie.
Maleficoimperatorefigliodinessuno maledettoportatoredisfortunachettepossino…
“Di
Eligor! Mi sono scordato di Eligor! Lo sapevo lo sapevo lo sapevo! Quel
pazzo schizofrenico deve essere messo al guinzaglio! Era troppo tempo
che se ne stava accucciato nel suo cantuccio caldo… dovevo accorgermi
che qualcosa non andava, ma come faccio? Ho millemila legioni da
guardare, e poi i teschi del mio trono chi me li pulisce? Di quella
lazzarona di Ulrike non mi fido e le demonette non posso utilizzarle
perchè ci fanno la pipì dentro poi sai che puzza. Troppi pensieri e quel
mentecatto bello tranquillo a pensare come rovinarmi il mio regno.
Aahhh ma se lo piglio…. ELIGOR!!! Imperatoreschifoso ELIGOR!!!
Vieni al cospetto del tuo Signore che ti do un premio che a tuo confronto la progenie del Caos sembrerà Heidi Klum ELIGOOOOR!”
To be continued
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